Il territorio

Il Monferrato è nel cuore del Piemonte, al centro del triangolo Torino (1 ora)-Milano (2 ore)-Genova (1 ora e mezza), nonché a poca distanza da Alba e dalle Langhe (45 minuti). Si tratta di un “parco collinare” disposto a semicerchio, coronato da quinte naturali (Colline del Po e della Valcerrina, dorsale di Cardona) e il cui elevato valore paesaggistico è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 2014.

Il visitatore può notare subito il “mare di colline” che lo circonda, esteso e continuo pur con le sue differenze zonali, ma difficilmente si accorge di essere “sceso in collina”: le alture di quest’area si sono infatti originate a causa dell’erosione fluviale, dunque “per levare”, e si presentano più dolci rispetto a quelle langarole (le altitudini vanno dai 220 m di Solonghello ai 491 m di Cocconato).

Il territorio è impreziosito da una riserva naturale speciale (“RNS di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande”) e da altri luoghi rilevanti a livello ambientale per micro-clima, vegetazione, fauna, presenza di corsi d’acqua e fontanili. Tale ambiente favorisce il turismo verde e rurale, in particolare il trekking, la passeggiata, il ciclo- e mototurismo e offre interessanti opportunità circa l’equiturismo, il donkey trekking, il nordic walking e il trekking tra i vigneti.

L’insediamento vede la diffusione del contesto agreste e, mentre i concentrici comunali si articolano in un centro storico (molte volte dotato di nucleo originario), in sviluppi urbanistici sette-ottocenteschi e in espansioni recenti, le campagne risultano massicciamente punteggiate da tipici manufatti rurali, quali chiesette campestri, piloni votivi, ciabot (capanni per gli attrezzi agricoli) e soprattutto cascine, perno dell’economia agricola per tutto il XIX secolo.

L’economia e le relazioni sociali della zona hanno epicentro ad Asti e Casale Monferrato e, tra le diverse attività svolte, particolare importanza assume l’agricoltura, sovente effettuata a dimensione familiare. In tale panorama riveste un ruolo di primo piano la viticoltura, praticata in queste terre già dai Romani e annoverante ad oggi numerosi vini DOC e DOCG, tra cui Barbera, Freisa, Grignolino e Malvasia. Altri prodotti che fanno apprezzare la tradizione culinaria locale sono le nocciole Tonde Gentili Trilobate (che hanno ottenuto l’IGP nel 2013) e i dolci con esse realizzati, la zucca, la carne bovina di razza piemontese, i salumi e la robiola di Cocconato, oltre ai celebri agnolotti del plin (“del pizzicotto”). La rilevanza dell’agricoltura e la capillarità delle architetture di campagna sono inoltre valorizzati dal turismo extra-alberghiero, che si basa perlopiù su agriturismi e bed & breakfast.

Il Monferrato, data la sua posizione strategica anche come accesso all’Italia, fu colonizzato e conteso dall’epoca romana fino all’annessione ai possedimenti sabaudi, avvenuta nel corso del Settecento. Durante il medioevo e l’età moderna a ordire la trama della storia furono gli eterni nemici marchesi (poi duchi) monferrini e la città di Asti, ma non bisogna dimenticare l’influenza esercitata dalla Chiesa cattolica, in particolare dai vescovi, e dai signori dei castelli, che talvolta si unirono a fondare veri e propri consortili e diedero un forte impulso all’agricoltura e agli insediamenti. Lungo la linea del tempo, i processi che segnarono in maniera indelebile il territorio, tanto da evidenziarsi ancora adesso nell’immagine dei borghi, sono la nascita del sistema plebano (tra alto e basso medioevo), che rivestì il Monferrato di un “bianco mantello di chiese” (nella sola provincia astigiana si contano più di quaranta testimonianze romaniche) e scomparve nel Cinquecento, l’incastellamento (X-XIII secolo), la costruzione di ricetti (recinti protettivi per persone, beni ed edifici importanti – IX-X e XIV secolo) e la “grande ricostruzione” inaugurata sotto i Savoia, seguita alle tremende guerre tra spagnoli e francesi e alla quale si devono imponenti imprese collettive e sostanziali interventi nel disegno urbano, come la progettazione di piazze spaziose e l’edificazione sia di pregevoli palazzi, collegi, farmacie sia delle maestose chiese parrocchiali, spesso in stile piemontese-monferrino o tardo-barocco e caratterizzate dal mattone a vista.

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