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CURIOSITA'
E LEGGENDE DELLA PIEVE DI SAN LORENZO
Premetto che ogni notizia
che qui leggerete ha origine dai visitatori "eruditi" che nel corso
degli anni si sono avvicendati nell'esame di questa pieve.
POSIZIONE:
La chiesa è orientata da est
(abside) ad ovest (ingresso): tale orientamento permette l'illuminazione ed il
riscaldamento uniforme tutto l'anno e nel senso strettamente religioso significa
che l'origine della Cristianità è da oriente (Gerusalemme): il sud è
considerato il lato della vita ed il nord il lato della morte (in origine
l'ossario era infatti posto a nord).
Una curiosità verificata
puntualmente nel comportamento degli oramai oltre 8.000 visitatori è data dal
fatto che le persone uscendo dalla pieve voltano a sinistra verso il lato della
vita oppure vanno dritti verso il sole; quasi mai voltano a destra verso nord,
il lato della morte: provate anche voi!
PIEVE:
Il termine "pieve" deriva dal latino "plebs" (plebe,
popolo); da pieve deriva inoltre pievano o piovano per indicare il prete
responsabile della chiesa stessa; ancor oggi è diffuso il cognome Piovano o
Pievano.
EPOCA:
La pieve fu dedicata al culto di San Lorenzo nel 1180. In seguito fu anche
eletto a patrono di Montiglio. Il culto di San Lorenzo fu introdotto nell'anno
mille da San Massimino Vescovo di Milano: egli fu il primo diacono martire della
Chiesa di Roma, mentre San Sebastiano fu il primo diacono della Chiesa
d'Oriente.
MATERIALE:
La pietra con cui fu realizzato l'edificio, oltre al cotto, è la pietra
"cantone" di cui esistevano molte cave nella zona; si tratta di una
pietra di origine vulcanica, che erroneamente viene chiamata tufo. Questa pietra
appena estratta dalla cava è morbida e di facile lavorazione, solo
successivamente, a contatto con l'aria, si indurisce.
L'ASPETTO:
In origine la pieve era composta da una navata centrale e da due laterali; nel
corso dei secoli il soffitto a capriata crollò ed intorno al 1850 la chiesa fu
restaurata con un soffitto a botte e ricavando lateralmente delle celle
semi-esagonali a sostegno. Fu posto all'esterno un pronao, un colonnato che
venne eliminato nel 1953.
CAPITELLI:
I capitelli in stile corinzio sono di scuola francese ed i temi richiamano
l'agreste, il pagano e per simbologia la cristianità.
L'AMBIENTE:
Il territorio in prevalenza boschivo e selvaggio era abitato da popolazioni di
origine celtica e pagana. Il vescovo di Piacenza inviò i propri monaci per
cristianizzare le popolazioni ed insegnare l'agricoltura. Questo è uno dei
motivi per cui l'astigiano è ricco di pievi romaniche.
Vediamo
ora alcune curiosità seguendo le indicazioni della piantina della pieve.
NELL'INTERNO

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E'
una pietra tombale risalente al periodo fra il 568 ed il 571, epoca in cui i
Longobardi invasero l'Italia insieme ad un gruppo di Sassoni; la dicitura
sulla pietra riporta questo testo:
" SAHSMAR (H)IC QUI(E)SI(T) IN (PACEM)" che significa Sahsmar qui
riposa in pace; Sahsmar è un cognome di certa origine Sassone. Questa
scoperta ed interpretazione si deve al professor Olimpio Musso.
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Questi
due personaggi danno luogo a tre differenti interpretazioni:
- sono Adamo ed Eva dopo il peccato originale, avvolti nelle spire del peccato;
- rappresentano due fauni dei boschi;
- raffigurano due vignaioli
che pigiano l'uva
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Vi sono
due nicchie dove il piovano riponeva gli strumenti del suo
ministero ed un piccolo lavandino da cui defluiva l'acqua con cui si era lavato
le mani durante la sacra funzione in segno di purificazione.
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Le
due sirene bifide, simbolo del male, indicano che la donna era
considerata una distrazione per l'uomo verso la visione di Cristo; interessante
l'intreccio del nastrino ove si nota la figura del numero 8 come simbolo
dell'infinito: ai giorni nostri in matematica questo è riportato in
orizzontale.
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ed
F. Questi animali posti
sui capitelli erano probabilmente in origine sistemati sulla facciata della
pieve; rappresentano il bene ( E ) ed
il male ( F ), rispettivamente l'agnello e
la "manticora", antica parola di origine persiana che significa
mangiatrice di uomini.
Sul
lato nord della seconda monofora si nota il serpente urofago che si mangia la
coda, tipico simbolo celtico: ha significato di continuità. Piccolo aneddoto: i
Celti contraevano debiti pagabili anche dopo la morte.
ALL'ESTERNO
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Nella parte superiore dell'abside si notano
dei volti che il tempo ha
addolcito: essi rappresentano dei mostri utilizzati per tenere lontani gli
spiriti maligni.
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Lato
nord, lato della morte, è molto più povero rispetto a quello sud.
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Lato
sud, lato della vita: nel fregio superiore si notano sotto gli archi
incrociati delle formelle con vari simboli; l'insieme di questi simboli si
ritiene fornisca delle informazioni sulla via pr raggiungere altre pievi: non
siamo infatti distanti dalla Via Franchigena.
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Il serpente simboleggia per il cristiano il male, il demonio, ma in
oriente esso simboleggia il potere, l'energia, la fecondità; sul capo dei
faraoni era posto proprio tale simbolo. Ora guardando la monofora dall'esterno
si nota una testa stilizzata di un serpente cobra.
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Altra iscrizione interessante si trova sulla facciata del lato destro che cita
"HIC E(ST) MONI "
dove per "moni" si intende "monumentum", cioè sepolcro.
Il
mantenimento del piovano era assicurato dalla "decima", cioè una
parte del raccolto che veniva offerta la domenica durante la
messa.
Sino ad qualche anno fa era usanza tipica locale che in chiesa il lato sinistro
fosse riservato alle donne ed il destro agli uomini. Questi ultimi però
rimanevano all'esterno all'inizio delle funzioni, per discutere l'entità della
"decima" da offrire al prete. Nel momento dell'offertorio una donna
usciva sul sagrato per avvisare gli uomini che era il momento di portare in dono
quanto stabilito. Tale usanza viene ripetuta attualmente alla festa del
Ringraziamento, nel mese di novembre.
Oggi alla messa gli uomini stanno a volte ancora all'esterno, però hanno
dimenticato l'antico motivo.
Durante i recenti lavori di
restauro è stata scoperta una nuova lapide mortuaria che cita "ANIBAL
CO(niux)" probabilmente dedicata da una moglie al marito defunto. Questa
lapide risale al sesto secolo dopo Cristo; in origine il nome doveva essere
Hanubald, nominativo germanico molto arcaico
Queste
righe sono dedicate a tutti i Lorenzo e Lorenza
Francesco
Ciravegna
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